31 agosto 2014

Le armi del mestiere (alcune)

Premessa: questa non è pubblicità, è riconoscenza. O amate Supracolor Soft di Caran d'Ache, cosa farei io senza di voi morbide e belle?

30 agosto 2014

Ciao mia bella

Mia povera Cactus, cara Euphorbia di tanti e tanti anni. Dopo la più generosa e toccante delle fioriture se n'è andata, stanca stanca, voglio credere che in un qualche suo spinoso modo mi abbia anche salutata. Cattiva questa estate ingannatrice che beffa le piante e se le porta via. Ma finirai, prima o poi, perfida te.  

28 agosto 2014

L'assistente

Ecco l'assistente al lavoro. Arriva sempre un millisecondo prima di me, che dedizione. 

27 agosto 2014

Re Mattacchione e compagni


Scherzetto per un libro gioco, "Nel regno di Re Mattacchione", progettino in attesa di editore. Le immagini sono oscene, scusate, a volte lo scanner non collabora. Ops, mi dimenticavo il Re. Eccovelo qua.  

26 agosto 2014

Cose in forno

Dal blocco degli schizzi un appuntino mezzo surreale mezzo fiabesco, con in testa le poesie di Francesco De Girolamo a far luce ai passi ancora da azzardare. Che sono tanti. I segni che vedete in trasparenza sono gli appunti sul retro della pagina. Altri disegnetti buttati giù di getto tenendo la penna per la coda, così, leggera leggera, come una voglia spudorata di dire, di dire, e non trovare altro modo che questo. Non li ho tolti. Fa disordine, lo so, ma dovete ammettere che un po' del fascino di uno sketchbook sta proprio in questo, nel caos, segni in trasparenza, cancellature, scritte, cose così. Bisogna sporcarsele le mani per tirar fuori roba dal cuore.

25 agosto 2014

Autunno

Caldo fritto e asfalto che sotto i piedi cede un po' come sabbie mobili. Ancora estate. Gente che va e che viene, il vuoto, le sere placide. Ma voi chiedetelo agli alberi. Loro lo sanno che manca poco. E pure io lo so. Autunno.

13 agosto 2014

Appesa


Agosto, nessuno in giro. Del tempo da perdere prima di decidermi ad affrontare il caldo che c'è fuori. Così ho trovato nel web una foto, il volto di una ragazzetta africana, non sorridente, non triste, solo appesa. Appesa non so a che cosa. Un pensiero, credo. Un ricordo. E mi ha colpito. Per cui l'ho riscritta a colpi di biro e pennarelli e alla fine, come succede sempre, dell'originale mi è sparito tutto. D'altronde non ho mai detto di essere una brava copista. 
Buona estate a tutti.