19 giugno 2013

the more


"The more you love me...
... the more I flourish"

. . .

Dedicato a te,
mio uomo delle meraviglie...

18 giugno 2013

senza parole

La speranza è un fatto che luccica. 

17 giugno 2013

violenza privata


Quando la casa diventa una trappola.
L'urgenza del disegno, quando non hai nulla per disegnare e ti attacchi alla prima cosa che trovi, qui una busta di carta dei Musei Vaticani (perché ero a lavorare lì, non c'era un'anima, mi annoiavo). Preso da una rivista. L'argomento, me lo ricordo come se non fossero passati già vent'anni, era la violenza tra le mura domestiche e il tizio in questione un marito strupratore. Mi aveva colpito molto.

16 giugno 2013

regina di fiori


Per riprendere la mano dopo il letargo ecco la signora delle quasi-fate, una regina di fiori. Fatto con acrilico su gesso (ho preparato col gesso acrilico il blocco degli schizzi). Non si vede, ma dentro ci sono cento miliardi di strati di colore. E un bel po' di pazienza.

15 giugno 2013

acqua & olio


Esperimento con i colori a olio miscibili con l'acqua (in questo caso gli Artisan di Winsor&Newton) su carta da acquarello a grana fine. La consistenza è quella degli oli classici. L'odore no. Almeno non così drammatico. Il tempo di asciugatura è simile, sempre che non si diluiscano molto. In quel caso però perdono la lucentezza in favore di un aspetto più marcatamente opaco, da acrilico scadente. Quindi meglio non esagerare con l'acqua, altrimenti che senso ha. Sempre meglio un buon acrilico che un olio così così. Io qui comunque ho tentato la via dei colori puri. Quello che mi è piaciuto: a) non è necessario usare trementina, olio di lino ecc.; b) alla fine del lavoro i pennelli si lavano con acqua e sapone! Quello che non mi è piaciuto: preferisco sempre gli acrilici. Asciugano alla svelta, e con un gatto in casa il tempo di asciugatura non è un dettaglio trascurabile.

5 giugno 2013

come nasce un pastello

Oggi vi mostro come nasce un pastello, per l'esattezza questo:
Nascita di un pastello
Il lavoro risale a diversi anni fa, ma è sbucato dalla pancia del computer soltanto oggi.
Mi ricordo che avevo trovato la foto di riferimento in una rivista di viaggi. Questo signore è un cestaio, o comunque lo è stato, di una qualche popolazione indigena di un qualche posto non so dove, approssimazioni a parte.

Naturalmente sono diversi i modi per dipingere con questa tecnica. Si può preparare il foglio con acrilico e sabbia, in modo che sia il più ruvido possibile. Si può usare carta grezza o colorata.
Io ho scelto un cartoncino a grana molto ruvida color carta da pacchi e ho lavorato a secco, senza preparare la superficie.
Si inizia accennando il disegno con una matita a contrasto (qui un giallo), a tratti ampi, veloci, non serve che sia preciso.

Primi passi


A questo punto si passano i primi campi di colore. Omogenei. Va bene usare i gessetti, anche sfruttandone il lato lungo per ricavare tratti belli larghi, per poi distribuire il colore con le dita.

Gessetti a go go
Ora un accenno di sfondo, sempre con i gessetti, e la figura comincia e prendere spessore. Contrasti di luce e di ombra servono a staccare le varie parti l'una dall'altra. Il viso inzia a prendere qualche tratto in più. Si passa ai pastelli morbidi.
Pastelli morbidi
Qui e nella foto seguente si vede il lavoro sull'incarnato. Molti rossi, molto bronzo. Il viso acquista spessore. Le luci individuano i contorni.
Giochi di luci

Le ombre disegnano le forme
Si definisce il volto delineandone le fattezze. Un volto rugoso, segnato con forza, dove la luce gioca a fare ritmi sfacciati. Le mani si staccano dal foglio.
Tocchi finali
I tocchi finali: luci dirette, riflesse, effetti di controluce, ombre.
Il sorriso del cestaio eccolo qua, un po' perplesso, e questi spilli di occhi neri che trattengono esperienza.
Fatta.
Dettaglio del volto


4 giugno 2013

madonna mongola

Madonna mongola
Una piccola madonnina mongola col suo pupetto.
Da un numero di National Geographic di parecchio tempo fa.