10 agosto 2013

sguardi esuli



In memoria


Si chiamava

Moammed Sceab


Discendente

di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome


Fu Marcel

ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè


E non sapeva

sciogliere
il canto
del suo abbandono


L’ho accompagnato

insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.


Riposa

nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera


E forse io solo

so ancora
che visse


(Giuseppe Ungaretti)

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