5 giugno 2013

come nasce un pastello

Oggi vi mostro come nasce un pastello, per l'esattezza questo:
Nascita di un pastello
Il lavoro risale a diversi anni fa, ma è sbucato dalla pancia del computer soltanto oggi.
Mi ricordo che avevo trovato la foto di riferimento in una rivista di viaggi. Questo signore è un cestaio, o comunque lo è stato, di una qualche popolazione indigena di un qualche posto non so dove, approssimazioni a parte.

Naturalmente sono diversi i modi per dipingere con questa tecnica. Si può preparare il foglio con acrilico e sabbia, in modo che sia il più ruvido possibile. Si può usare carta grezza o colorata.
Io ho scelto un cartoncino a grana molto ruvida color carta da pacchi e ho lavorato a secco, senza preparare la superficie.
Si inizia accennando il disegno con una matita a contrasto (qui un giallo), a tratti ampi, veloci, non serve che sia preciso.

Primi passi


A questo punto si passano i primi campi di colore. Omogenei. Va bene usare i gessetti, anche sfruttandone il lato lungo per ricavare tratti belli larghi, per poi distribuire il colore con le dita.

Gessetti a go go
Ora un accenno di sfondo, sempre con i gessetti, e la figura comincia e prendere spessore. Contrasti di luce e di ombra servono a staccare le varie parti l'una dall'altra. Il viso inzia a prendere qualche tratto in più. Si passa ai pastelli morbidi.
Pastelli morbidi
Qui e nella foto seguente si vede il lavoro sull'incarnato. Molti rossi, molto bronzo. Il viso acquista spessore. Le luci individuano i contorni.
Giochi di luci

Le ombre disegnano le forme
Si definisce il volto delineandone le fattezze. Un volto rugoso, segnato con forza, dove la luce gioca a fare ritmi sfacciati. Le mani si staccano dal foglio.
Tocchi finali
I tocchi finali: luci dirette, riflesse, effetti di controluce, ombre.
Il sorriso del cestaio eccolo qua, un po' perplesso, e questi spilli di occhi neri che trattengono esperienza.
Fatta.
Dettaglio del volto


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