11 dicembre 2013

Non ho un titolo per questo


Inchiostro, pennarelli e matite colorate su carta.
Lavoro su commissione.

20 novembre 2013

Lode alla tavoletta grafica

Prove di digitale: di corsa, arruffate, scapigliate, 
che non portano a molto.
Ma un senso ci sarà pure.
Tipo fare amicizia con la tavoletta grafica.
E non è poco.

3 novembre 2013

Cogito ergo sum


Donnina cogitabonda.
Infatti c'è poco da essere tranquilli.
Perché stiamo facendo andare a male il mondo.


29 ottobre 2013

Pennarelli su Venezia


Venezia. Uno scorcio di non so quale vicoletto, giusto per provare come suonano i pennarelli in grande.

24 settembre 2013

Danza nel fuoco



(Pennarelli e china su carta)

23 settembre 2013

Di legno e di ferro



Un contrabassista, per non farsi mancare quel tocco di legno e di ferro che suona tanto jazz.
Pennarelli e china su carta. Nessun progetto. Solo disegno fine a se stesso.

22 settembre 2013

Dunque mi hai trovato


"Dunque mi hai trovato,
mi hai snidato, alla fine,
pur nascosto com'ero in una luce non mia,
e non mi hai perdonato di esserci,
di conoscere il tuo nome segreto,
di entrare nel tuo cuore ad occhi chiusi
senza avere paura
del tuo buguardo silenzio indifeso."
(da Sette volte, Francesco De Girolamo)

12 settembre 2013

Sogno arcano

"Ad occhi vergini riappare il sole
ogni mattino, come un sogno arcano
e il tempo non offusca lo stupore
acceso da quel grande occhio lontano."
(Ad occhi vergini, Francesco De Girolamo)

11 settembre 2013

Forsennata follia...

"Ti chiedo perdono se talvolta fingo di essere
un altro, se nascondo il mio viso, se il mio nome
dimentico, se la mia sorte rinnego, se dubito
ancora del mio destino.
Io so di essere me soltanto
quando non ho paura di soffrire
e di avere paura. Io sono 
la mia paura. Benedetta la mia
forsennata follia,
da cui solo con la gioia
posso uscire, solo con il volo:
sentire l'aria che scavalca 
il recinto della mia prigione
invasa di luce."
(Alla paura, Francesco De Girolamo)

8 settembre 2013

Sarebbe bello


"Perché nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno, un padre, un amore, qualcuno capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume, immaginarlo, inventarlo e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno, un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare."
(Oceano mare, Alessandro Baricco)

7 settembre 2013

La pace


"La pace non può essere mantenuta con la forza, 
può essere solo raggiunta con la comprensione."
(Albert Eistein)

20 agosto 2013

alberi e rocce

"Troverai più nei boschi che nei libri.
Gli alberi e le rocce ti insegneranno cose
che nessun maestro ti dirà."
(Bernard de Clairvaux)

19 agosto 2013

donne e vittime



"A sepal, petal, and a  thorn
upon a common summer's morn,
a flash of dew, a bee or two,
a breeze, a caper in the trees,
and I'm a rose!"
(Emily Dickinson)

Dedicato a tutte voi,
donne, vittime 
di un mondo che vi teme.

13 agosto 2013

a occhi chiusi


"L'amore guarda non con gli occhi ma con l'anima."
(William Shakespeare) 

Perché certe cose vanno fatte a occhi chiusi.

12 agosto 2013

giostre


Rieccoci.
L'ora del colore è giunta.
Si lavora.

11 agosto 2013

in macula

Macchie, schizzi, colature...

10 agosto 2013

sguardi esuli



In memoria


Si chiamava

Moammed Sceab


Discendente

di emiri di nomadi
suicida
perché non aveva più
Patria
Amò la Francia
e mutò nome


Fu Marcel

ma non era Francese
e non sapeva più
vivere
nella tenda dei suoi
dove si ascolta la cantilena
del Corano
gustando un caffè


E non sapeva

sciogliere
il canto
del suo abbandono


L’ho accompagnato

insieme alla padrona dell’albergo
dove abitavamo
a Parigi
dal numero 5 della rue des Carmes
appassito vicolo in discesa.


Riposa

nel camposanto d’Ivry
sobborgo che pare
sempre
in una giornata
di una
decomposta fiera


E forse io solo

so ancora
che visse


(Giuseppe Ungaretti)

9 agosto 2013

sulla fortuna

"Alla porta di chi ride
fortuna giunge."
(Proverbio giapponese)

8 agosto 2013

gatti e silenzio






















Civita Bagnoregio: il fascino muto di una città fatta di gatti e di silenzio.

7 agosto 2013

migranti ieri e oggi

"Arriva in porto
l'inferno variopinto
dello sconforto."
(Francesco De Girolamo)

Qui il dolore sfinito di una donna trapiantata e orfana di tutto. Giovane migrante di ieri, di quando a migrare eravamo noi. Gli anni passano. Cambia la bandiera di chi parte e cambia quella di chi si sente invaso. Ma resta uguale lo sconforto.

6 agosto 2013

paradossi





"L'uomo si stanca del bene, cerca il meglio, trova il male, e se ne accontenta per timore del peggio."
(Arthur Bloch)

Esiste qualcuno che del bene non si stanca. E lo pigliano per scemo. Che paradosso. 

5 agosto 2013

Usa 2012

Qualche scatto dagli States, a un anno esatto. Cinque agosto duemiladodici.




3 agosto 2013

flower power

"Il ya toujours des fleurs pour ceux qui veulent les voir".
 (Henri Matisse)

Ossia... per chi vuol vederli, i fiori non mancano mai. E quanto sono d'accordo.

19 giugno 2013

the more


"The more you love me...
... the more I flourish"

. . .

Dedicato a te,
mio uomo delle meraviglie...

18 giugno 2013

senza parole

La speranza è un fatto che luccica. 

17 giugno 2013

violenza privata


Quando la casa diventa una trappola.
L'urgenza del disegno, quando non hai nulla per disegnare e ti attacchi alla prima cosa che trovi, qui una busta di carta dei Musei Vaticani (perché ero a lavorare lì, non c'era un'anima, mi annoiavo). Preso da una rivista. L'argomento, me lo ricordo come se non fossero passati già vent'anni, era la violenza tra le mura domestiche e il tizio in questione un marito strupratore. Mi aveva colpito molto.

16 giugno 2013

regina di fiori


Per riprendere la mano dopo il letargo ecco la signora delle quasi-fate, una regina di fiori. Fatto con acrilico su gesso (ho preparato col gesso acrilico il blocco degli schizzi). Non si vede, ma dentro ci sono cento miliardi di strati di colore. E un bel po' di pazienza.

15 giugno 2013

acqua & olio


Esperimento con i colori a olio miscibili con l'acqua (in questo caso gli Artisan di Winsor&Newton) su carta da acquarello a grana fine. La consistenza è quella degli oli classici. L'odore no. Almeno non così drammatico. Il tempo di asciugatura è simile, sempre che non si diluiscano molto. In quel caso però perdono la lucentezza in favore di un aspetto più marcatamente opaco, da acrilico scadente. Quindi meglio non esagerare con l'acqua, altrimenti che senso ha. Sempre meglio un buon acrilico che un olio così così. Io qui comunque ho tentato la via dei colori puri. Quello che mi è piaciuto: a) non è necessario usare trementina, olio di lino ecc.; b) alla fine del lavoro i pennelli si lavano con acqua e sapone! Quello che non mi è piaciuto: preferisco sempre gli acrilici. Asciugano alla svelta, e con un gatto in casa il tempo di asciugatura non è un dettaglio trascurabile.

5 giugno 2013

come nasce un pastello

Oggi vi mostro come nasce un pastello, per l'esattezza questo:
Nascita di un pastello
Il lavoro risale a diversi anni fa, ma è sbucato dalla pancia del computer soltanto oggi.
Mi ricordo che avevo trovato la foto di riferimento in una rivista di viaggi. Questo signore è un cestaio, o comunque lo è stato, di una qualche popolazione indigena di un qualche posto non so dove, approssimazioni a parte.

Naturalmente sono diversi i modi per dipingere con questa tecnica. Si può preparare il foglio con acrilico e sabbia, in modo che sia il più ruvido possibile. Si può usare carta grezza o colorata.
Io ho scelto un cartoncino a grana molto ruvida color carta da pacchi e ho lavorato a secco, senza preparare la superficie.
Si inizia accennando il disegno con una matita a contrasto (qui un giallo), a tratti ampi, veloci, non serve che sia preciso.

Primi passi


A questo punto si passano i primi campi di colore. Omogenei. Va bene usare i gessetti, anche sfruttandone il lato lungo per ricavare tratti belli larghi, per poi distribuire il colore con le dita.

Gessetti a go go
Ora un accenno di sfondo, sempre con i gessetti, e la figura comincia e prendere spessore. Contrasti di luce e di ombra servono a staccare le varie parti l'una dall'altra. Il viso inzia a prendere qualche tratto in più. Si passa ai pastelli morbidi.
Pastelli morbidi
Qui e nella foto seguente si vede il lavoro sull'incarnato. Molti rossi, molto bronzo. Il viso acquista spessore. Le luci individuano i contorni.
Giochi di luci

Le ombre disegnano le forme
Si definisce il volto delineandone le fattezze. Un volto rugoso, segnato con forza, dove la luce gioca a fare ritmi sfacciati. Le mani si staccano dal foglio.
Tocchi finali
I tocchi finali: luci dirette, riflesse, effetti di controluce, ombre.
Il sorriso del cestaio eccolo qua, un po' perplesso, e questi spilli di occhi neri che trattengono esperienza.
Fatta.
Dettaglio del volto


4 giugno 2013

madonna mongola

Madonna mongola
Una piccola madonnina mongola col suo pupetto.
Da un numero di National Geographic di parecchio tempo fa.