31 agosto 2010

qui si lavora (anche se non sembra)


Quasi finita la tavola numero 2 del libro illustrato. Ebbene sì, ancora lui, Il sorriso che se n'era andato. Voi direte: ma non avevi già fatto sette o otto tavole a china e acquarello? In effetti sì, le avevo fatte. Le ho anche mandate a Bologna per la fiera, pensate un po'. Voi direte: e allora perché ora ricominci da capo? Ma che sei matta? Eh. Bella domanda. Forse sì. Il fatto è che quando mi sono messa sul progetto (che rientra nel programma del corso di illustrazione, e anzi è il piatto forte, visto che va portato come tesi alla fine del terzo anno) avevo il vincolo di eseguire le tavole con una delle poche tecniche affrontate fino a quel momento. Ovvio che scegliessi l'acquarello e la china, visto che non avevamo fatto altro. L'omologa tavola old style è questa, la rimetto per rinfrescarvi le idee:


Poi però... dopo un anno pieno zeppo di acrilico, e tutta la serie del jazz, e gli alberi, e le quasi-fate, e i gatti malandrini... insomma, che ve lo dico a fare? la cosa andava rivista, e anche radicalmente. Fosse solo per coerenza. Sicché... Sicché fate conto che la tavola new style sia uscita dalla contaminazione della old stile con Fata Notte e l'usignolo.


I’m almost to complete table n.2 of picture book to come. Yes, even it, “The smile that has gone”. You must ask me: but hadn’t you already made seven or eight tables in ink and watercolor? Yes I did. I’ve also sent five of ‘em to Bologna for 2009 Children’s BookFair exhibition. Isn’t it crazy enough? You will also ask: why on hell do you start over again now? Are you a fool? Eh. A good question. Maybe I am. The fact is, when I started on this project (which is going to be the main task for last year of illustration course I’m attending) I’ve been suggested to possibly use watercolour, and so I did. But I must admit watercolour is not the technique I love the most.
That’s why I started over again. In acrylic. In short, the so-to-say new style tables result from the contamination of the old style ones with my newest acrylic paintings. Gooooood. I love acrylic. It makes me feel at home.

13 agosto 2010

Trasparino gatto malandrino



Tecnica mista su tela
40 x 30 cm


La sfida era far entrare nello stesso quadro delle viole del pensiero e un gatto. Bella gatta da pelare, tanto per restare in argomento.
Ma gira gira, mentre le viole erano già a posto eccoti il gatto Trasparino.
Passa silenzioso.
Si ferma.
Pensa cose da gatto.
E voilà ... il quadro è finito!

A great challenge: I would have to put in the same framework several pansies and a cat.
Tough nuts to crack.
But being the pansies already at their place, here's the cat!
A transparent cat!
He goes silent.
He stops.
He thinks cat’s thoughts.
And almost in flash... the picture is over!

Scherzi a parte, non dirò che cosa succede quando si tenta di passare l'acrilico sui pastelli a cera acquarellabili. E nemmeno degli imprevisti a cui si va incontro se alla fine di tanto papocchio si ha la pretesa di spennellare il tutto con la vernice finale.
Ti salvi soltanto perché alle volte il caso vuole che gli incidenti producano non dei mostri ma cose perfino gradevole a vedersi.
In fondo anche le invenzioni più grandi sono nate così.

Seriously, I will tell you neither what happens when you try to apply acrylic over watersoluble crayons nor which disaster you’re fatally to make when at last deciding to protect the canvas with finish varnish.
I’ve been lucky.
Simply because sometimes unexpected incidents may even produce something good instead of a yuk.