25 maggio 2009

La palabra es un ala del silencio



Prove tecniche di collage. Pagine di un povero libro del 1939 che ho comprato a Portaportese proprio con l'intento di farlo a pezzi. Bella roba. E lettere ritagliate da un quotidiano. E carta di riso per nascondere il tutto dietro una specie di nebbia opaca. Poi inchiostro e pastelli a olio.
Pensavo di usare un verso da una poesia di Pablo Neruda

La palabra es un ala del silencio
El fuego tiene una mitad de frio

Che è così bello.

Sabrás que no te amo y que te amo
puesto que de dos modos es la vida,
la palabra es un ala del silencio,
el fuego tiene una mitad de frío.
Yo te amo para comenzar a amarte,
para recomenzar el infinito
y para no dejar de amarte nunca:
por eso no te amo todavía.
Te amo y no te amo como si tuviera
en mis manos las llaves de la dicha
y un incierto destino desdichado.
Mi amor tiene dos vidas para armarte.
Por eso te amo cuando no te amo
y por eso te amo cuando te amo.

ero un albero



Pastelli a olio su carta Fabriano bruna.
Con qualche passata di pastello secco per illuminare tutto in modo deciso. Il pastello secco, se è particolarmente morbido (ho usato il giallo più soffice di Winsor & Newton, quasi burroso) può essere steso con facilità sulla superficie grassa dell'olio, alla quale rimane attaccato con discreta forza. In teoria, ma non sono ancora sicura, si potrebbe evitare di fissare il quadro. A patto di proteggerlo adeguatamente. Se avete informazioni in proposito, please ditemi tutto; quest'argomento (come evitare il fissativo) mi interessa un sacco!

...

Oil pastel on brown Fabriano paper. I also used soft pastel (just a little bit) in order to enhance the sence of light. Soft pastels, if sufficiently smooth (and some are even buttery!), can be applied on oil pastel surface; they will adhere hardly enough to eventually avoid any fixative. Actually I'm not so sure, I'm gonna test. If you've got more informations, please write to me: this matter concers me closely (how to avoid using fixative with pastels)

14 maggio 2009

sketchbook, my love



Perché a volte uno aspetta il treno per quarti d'ora e il tempo bisogna pure ammazzarlo in qualche modo.
Ma per questo ci sono gli sketchbook! Che bella invenzione! Così grandi e luccicanti che ti ci perdi dentro. E poi sono pieni di personaggi, lo sapevate? Ce ne sono mille e mille, dentro! Invisibili, ma ci sono. Facce buffe, alberi, gatti, fate, e tutti che aspettano solo una matita, una penna, una mano (insomma proprio voi!!) per farsi vedere!
Fantastici taccuini. Come finestre su altri mondi.
Portatevene sempre uno dietro, il più comodo, il preferito. Mai girare senza.
Mica si sa quando l'ideuzza bussa alla porta. Meglio essere pronti, no?



You ought to find a way to kill time when wainting for the train or bus or anything else to come...
Sketchbooks are the right trick! You know, they're overflowing with invisible creatures - thousands and thousands of strange faces, whimsical cats, fairies, flowers - that just wait for nothing better than a pencil to came up and live!
So keep your sketchbook with you. Always. Never forget it. Who knows when the stark of an idea will come? You'd better be prepared.
;)

13 maggio 2009

solitudine a quadri rossi


Una novità? Yes: il mio primo "vero" pastello a olio.
Ieri ho deciso che era venuto il momento di inaugurare la scatola di ricchi pastelli a olio Daler&Roney comprati a Londra l'anno scorso. E ho fatto bene. Perché una cosa è pasticciare con roba per studenti, che magari costa poco ma vale anche meno, e una cosa è tenere nelle mani materiale per artisti.
Il signore di questo pastello sembrava così solo che ho voluto mettergli intorno tanti colori.
...
red squared solitude
That's my very first "serious" attempt with oil pastel.
Last year in London I've bough a Daler&Roney's oil pastel set (24 amazingly bright colours) that was still to use. So yesterday the unveiling. Really good stuff, must say.
How alone this old man seems to be!
So I meant to put lots of colours around him.

11 maggio 2009

fata gaia lavori in corso



Certo, questo quadretto stona abbastanza dopo un post dedicato ai grandi del pastello. Ma non voglio preoccuparmi e voi evitate di fare paragoni.
C'è ancora tanto lavoro da fare, qui, e una volta finito sarà più o meno un pastellino fiabesco simpatico da appendere al muro. Tutto qui.
Il piacere di dipingere per farlo e basta, per sporcarsi le mani, per imbrattare tutto.
L'arte è un'altra cosa.

Adesso un'occhiatina al tavolo di lavoro com'era ieri:



Gli amati pastelli, le crete, divisi non per toni, come fanno gli artisti veri, ma per famiglie di tinte e anche un po' a caso, fatemelo dire, perché a me piace così.
I rossi con i gialli, i viola con i rosa. I verdi con le terre, i blu con i neutri.
Torno ai pastelli dopo mesi.
Ma come ho fatto????????
Mistero.

l'Italia e i pastelli: un rapporto difficile

Oggi parliamo di un'arte delicata, bella, incompresa: il pastello.
Molta gente considera il pastello un mezzo minore e i pastellisti artisti di seconda categoria; qualcuno storce la bocca perfino ad associare al pastello il concetto di "pittura".

In Italia succede così, nel resto del mondo no.
In Italia molti nemmeno distinguono i pastelli dalle matite colorate. Quindi, in generale, si tende a esprimere giudizi senza avere le nozioni per farlo. Tipically italian.
E per avere una certa scelta di pastelli nei negozi d'arte devi girare come una trottola. Poi neanche è detto che trovi qualcosa.
Negli altri paesi i pastelli si trovano. Tanti. Buoni. Tutti quelli che vuoi. Io vado a Londra a comprarmeli.

In Italia le gallerie non amano esporre pastelli perché, essendo delicati, richiedono attenzioni maggiori. Ossia cornici. Del vetro per proteggere le opere. Vi sembra un ostacolo insormontabile? A me no, onestamente. Eppure funziona così. Se non esponi nessuno ti conosce, quindi non vendi, quindi le tue quotazioni non salgono, quindi i galleristi non ti espongono. Tutto un circolo.
Negli altri paesi, quelli meno legati a certi condizionamenti accademici, i pastellisti trovano posto nelle gallerie come qualunque altro artista, e vendono quadri, e tengono corsi, e l'arte del pastello è conosciuta e apprezzata, tanto che le opere hanno quotazioni di tutto rispetto e, come diretta conseguenza, fanno più gola ai galleristi. Tutto un circolo.

Il pastello ha saputo creare dei capolavori.
L'arte conta pastellisti sublimi.
Qualche nome? Rosalba Carriera, Edgar Degas, Mary Cassatt, Pablo Picasso, soltanto per citarne alcuni.

Ora vediamo i lavori da sogno di maestri del passato (naturalmente li ho scelti perché piacciono a me):

Edgar Degas

Ballerina seduta
pastello e carboncino su carta, 1880

E ancora Degas

Ballerine azzurre
pastello su carta, 1899


Mary Cassatt

Al teatro
Pastelli e gouache su carta, 1879


Federico Zandomeneghi

Il risveglio
pastelli su carta, 1895


Umberto Boccioni

La madre
pastelli su carta, 1902


Pablo Picasso

Ritratto di Mme Olga Picasso
pastelli su carta, 1922


E adesso vi mostro invece alcune opere di pastellisti contemporanei che ho scoperto sfogliando le pagine di The Pastel Journal:

Andrew McDermott

57th Market
pastelli su carta, 2007

molte altre opere sul sito
http://www.mcdermottart.com/


Debora Secor

Gold Leftovers
pastelli su carta, 2009

http://deborahsecor.blogspot.com/


Jennifer Gardner

City Sunrise III
pastelli su carta, 2008

e ancora la Gardner

Orange Grove II
pastelli su carta, 2007

potete trovare i suoi fantastici pastelli sul sito
http://www.jennifergardner.com/


Carole Katchen

Party Girls
pastelli su carta

e ancora la Katchen

Brown Sugar
pastelli su carta
visitate il suo bel sito
http://carolekatchen.com/


Laura Medei

Notturno colorato
pastelli su carta, 2006

http://www.brillescintille.com/


AHAHA!!!!
Scusate!!!!
Non ho resistito!!!!

Comunque - a parte l'ultimo - vi ho convinto o no?

8 maggio 2009

fata così




Fata Così.
Così bella.

...

Fairy So
So beautiful...




Fata Mentre.

Mentre cammina
Mentre sogna
Mentre qualcosa
Così magari la noto io e gira gira ci faccio un quadretto...

...

"Fata Mentre" means something like Fairy While.

While walking
While dreaming
While something
I saw her, now I can't help but paint her...


4 maggio 2009

fata urbana e le fresie




FINITO!!!!!!!!!
Dopo ore e ore di durissimo lavoro Fata Urbana ha deciso di presentarsi così, gli occhi buoni e il sorriso della gente serena.
Ce l'ho fatta. La mia prima commissione. Evviva.

Una botta di coraggio ENORME: a dipinto praticamente finito (mancava soltanto la firma) il viso della quasi-fata non mi soddisfaceva neanche un po'. Così, semplicemente, l'ho cancellato. A larghe pennellate di bianco. E poi l'ho ridisegnato. A pensarci mi vengono i brividi.
Mai avere paura di rimettersi in discussione. In questo caso, meglio rischiare di buttare via tutto il quadro piuttosto che consegnarlo con qualcosa di cui non siamo convinti.